Bitcoin: te la diamo noi la bolla!


Articolo del 19 Giugno 2017

19 Giugno 2017


Rassegna

È il momento delle valute virtuali: il loro mercato ha visto un’impennata dei prezzi.
Questo vale sia per il BitCoin (la più celebre), sia per le altre meno famose. Il mercato è in “bolla”?
Tutto lo fa pensare, anche il forte calo di questi giorni.

È il momento delle valute virtuali: il loro mercato ha visto un’impennata dei prezzi. Questo vale sia per il BitCoin (la più celebre), sia per le altre meno famose. Il mercato è in “bolla”? Tutto lo fa pensare, anche il forte calo di questi giorni. Per parlarti di criptovalute (le monete fatte non di carta, ma di codici informatici, basate sulla crittografia) dobbiamo iniziare con la più famosa, il BitCoin (2.225,98 euro). Nel grafico Impennata fino alle stelle vedi l’andamento di questa criptovaluta in euro dall’estate del 2011, compresi i cali di questi giorni. Due sono i particolari interessanti.

Il primo particolare è l’impennata a fine 2013. Il 2013 fu l’anno della crisi di Cipro con i primi bail-in in Europa a danno dei miliardari russi. A partire da quelle vicende il BitCoin venne sempre più visto come un rifugio sicuro in cui fuggire in caso di maremoto sui mercati e iniziò a volare. Poi, nei primi mesi del 2014, Mt. Gox, una piattaforma di scambio di BitCoin, entrò in crisi. Come si vede dal grafico questa vicenda fece sgonfiare i prezzi dei BitCoin che restarono sotto i massimi per circa tre anni. Di fatto puoi vedere nel grafico un processo “bolla delle quotazioni / scoppio della bolla” secondo un andamento abbastanza tipico in questi casi e tipico pure del secondo particolare su cui ti invitiamo a soffermarti: l’impennata di questi mesi. Come nel 2013 siamo di fronte a una impennata sempre più ripida.

Una simile situazione vuol dire bolla speculativa? Sì e no. La risposta è sì se guardi il grafico Le bolle non sono tonde, ma a punta, in cui ti portiamo due casi di bolle di Borsa del passato: quando le quotazioni di un titolo prendono questa forma è abbastanza probabile che poi vi sia una brusca inversione di corsa. Il problema, in questi casi, è capire quando avverrà: magari con il calo di questi giorni siamo già finiti giù nella scarpata dopo la vetta, magari siamo solo a una pausa a metà corsa. La differenza è cruciale.

Impennata fino alle stelle, e poi calo
Impennata

Il valore (qui rappresentato in euro) dei BitCoin è volato. Non è la prima volta che la criptovaluta più famosa del mondo si impenna, ma il ricordo di quando lo fece a fine 2013 deve essere un monito per l’oggi: infatti quando le quotazioni si sgonfiarono il BitCoin dovette attendere 3 anni prima di tornare altrettanto in alto.

LE BOLLE NON SONO TONDE, MA A PUNTA
Bolle

C’è una cosa che accomuna le bolle di mercato tra loro ed è la forma a punta. Qui trovi sovrapposte due bolle di epoche diverse. Quella dell’oro del 1980 (in grassetto, dollari per oncia, scala sinistra), quella dei titoli tecnologici mondiali nel 1999 (linea sottile, valore dell’indice di Borsa Datastream in dollari Usa, scala destra). Tra una crisi e l’altra passarono circa vent’anni, ma la forma grafica che descrive il fenomeno è molto simile.

Nel primo caso occorre fuggire. Nel secondo caso i più audaci possono fare ancora un sacco di quattrini (a patto di non essere ingordi e di uscire per tempo dal mercato). Il problema, come sempre, ma ancora di più in questi casi, è che nessuno può sapere se abbiamo già passato la vetta, o siamo a metà strada, perché la vetta è spesso segnata da un fatto imprevisto che risveglia gli investitori dalle loro speranze eccessive cambiando tutto.

Però, se ricordi, prima alla domanda se stiamo vivendo in una bolla speculativa la risposta non è stata un sì netto, ma “sì e no”. Questo non è cerchiobottismo, ma riconoscere anche un altro dato di fatto: il mercato delle criptovalute (nel complesso) sta esplodendo. L’autunno scorso valeva meno di 15 miliardi di dollari, ora ne vale oltre 100. Come mai? In primo luogo le criptovalute come il BitCoin non sono più una strana invenzione informatica come lo erano un tempo, ma sono la risposta a un bisogno reale, sia di riserva di valore (tipica funzione della moneta) sia di mezzo di scambio (altra tipica funzione della moneta) un po’ in tutto il mondo. E c’è di più: questo bisogno inizia a essere riconosciuto anche da molte autorità. Il BitCoin, insomma, inizia a essere visto da più parti come una valuta vera.

IL MONDO DELLE CRIPTOVALUTE
Criptovalute

In poco più di sei mesi il mercato delle criptovalute è esploso moltiplicandosi quasi per otto. All’interno di questo mondo BitCoin è cresciuta molto moltiplicando per quattro il suo valore, una crescita che è molto inferiore a quella del mercato complessivo: se l’anno scorso BitCoin pesava ancora per i 4/5 del mercato di queste valute, oggi il suo peso è dimezzato. Contestuale è stato il boom della più giovane Ethereum. Fonte coinmarketcap.com.

Questa è una grande opportunità perché ne stabilizza l’uso e in qualche modo attira verso il BitCoin anche i più diffidenti. Ad esempio già ora se sei un correntista di Binck Bank e hai accesso al mercato svedese Nasdaq Omx trovi un Etn (strumento primo cugino degli Etf) che investe proprio in BitCoin: il Bitcoin Tracker Xbt Provider (108,10 euro, Isin SE0007525332). Tuttavia, oltre che una opportunità è anche un problema: molti operatori che preferiscono usare una valuta non regolamentata potrebbero riversarsi su altre criptovalute. Al mondo ce ne sono, infatti, diverse centinaia (il sito coinmarketcap.com ne indica quasi 900) e tra queste ve ne sono pure alcune che stanno rapidamente erodendo il primato di BitCoin. Guarda il grafico il mondo delle criptovalute. Salta all’occhio come in poco più di un semestre BitCoin veda dimezzata la sua importanza a favore di Ethereum, la nuova arrivata che è stata lanciata solo nel 2014. In particolare pare sia bastato che il presidente russo Putin proprio qualche giorno fa mostrasse interesse per Ethereum come base per le prossime diversificazioni in criptovalute della Russia per mettere Ethereum al centro delle cronache. E si trattava solo di una nota a margine di un vertice tenutosi a San Pietroburgo, ossia di una notizia tutto sommato secondaria, ma di per sé sufficiente a far volare i prezzi di Ethereum. Come vedi, quindi, siamo in una terra inesplorata: da un lato l’impennata dei prezzi è quella tipica delle bolle e ci sono buoni motivi per non dormire sonni tranquilli con la convinzione che BitCoin sarà la moneta del futuro. Da un altro lato è evidente che anche se scoppiasse la bolla non abbiamo finito di sentir parlare di criptovalute.

Come comprare BitCoin?
L’acquisto di BitCoin è simile a quello di una qualsiasi valuta, come, per esempio, la sterlina inglese. L’unica differenza è che la sterlina inglese è un pezzo di carta filigranata con stampata su la faccia della Regina Elisabetta, il BitCoin non è fatto di carta (è immateriale), ma è una serie di numeri, cioè è un codice. Prima dell’acquisto di valuta estera devi avere un posto dove metterla. Le sterline inglesi o te le infili in un portafoglio o le metti in banca. I BitCoin li infili in un portafoglio virtuale che si chiama wallet che poi puoi tenere sul tuo computer (equivalente del portafoglio di pelle) o che puoi tenere nel web (equivalente della banca). Il wallet nel computer è un programma (esempio https://electrum.org/#home) che ti scarichi e che funziona da portafoglio. Il wallet sul web è un sito internet (esempio https://greenaddress.it/it/) dove tieni il tuo BitCoin. In entrambi i casi appena ti crei il tuo wallet ti viene generato automaticamente un indirizzo BitCoin, che è ciò che identifica in maniera univoca il tuo portafoglio. Ecco, questo è tutto ciò che ti serve per acquistare, vendere, detenere, BitCoin. Ti sembra una cosa strana? Pensaci, questo indirizzo non è né più né meno che un Iban come quello del tuo conto corrente. Bene, ora che siamo abilitati ad acquistare BitCoin vediamo come prenderli materialmente. Torniamo alla sterlina inglese. Dove la compri? Primo: allo sportello dei cambi tipo quelli che ci sono in aeroporto. Secondo: dal vicino di casa che è appena stato a Londra e ne ha avanzate un po’ quando è tornato. Terzo (se sei già a Londra): a uno sportello bancomat. Per il BitCoin è lo stesso. Primo caso, sportello dei cambi: ci sono siti specializzati come Bitboat (https://www.bitboat.net/it) dove puoi acquistare BitCoin pagando in una ricevitoria o alle Poste. In pratica, tu fai una ricarica su una Postepay o una carta prepagata di proprietà dei gestori del sito, che in seguito inviano i BitCoin al tuo indirizzo. Secondo caso, vicino di casa, cioè scambio tra privati: esistono i cosiddetti exchange, vere e proprie Borse, dove operi un po’ come fai su Borsa italiana e pure piattaforme di scambio tra privati, come Local BitCoin (https://localbitcoins.com/it/), dove ci sono gli annunci di chi vuole comprare e chi vuole vendere BitCoin con cui metterti in contatto e procedere all’acquisto/vendita. Terzo caso, bancomat: esistono Atm BitCoin dove introduci gli euro in contanti e i BitCoin ti vengono accreditati sul tuo wallet, tramite l’inserimento del tuo indirizzo. Il sito https://coinatmradar.com/, riporta tutti gli Atm BitCoin del mondo. In Italia sono ancora un po’ scarsi: ne sono segnalati solo 7.

Altre criptovalute
LiteCoin è una criptovaluta nata circa quattro anni fa. Fu salutata come una alternativa a BitCoin, in parte lo è, ma non ha ancora superato la sorella maggiore. Ripple è un’altra alternativa a BitCoin utilizzata per i trasferimenti di denaro. Ethereum è tra le alternative al BitCoin quella con maggior successo, anche perché non si limita a essere una criptovaluta, la piattaforma di Ethereum serve anche a creare e pubblicare smart contracts (cosiddetti contratti intelligenti, sono contratti in grado di far eseguire le proprie clausole automaticamente senza intervento esterno).

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