Cosa sono le bande di Bollinger e come usarle



MONDO TRADING

Le bande di Bollinger sono uno strumento di analisi usato per individuare le diverse fasi di volatilità di un mercato e anticipare gli andamenti futuri.

Le bande di Bollinger sono uno degli strumenti di analisi più famoso e utilizzato dai trader di tutto il mondo, in particolare per chi fa trading online sfruttando le opzioni binarie. Prima di vederle nel dettaglio chiariamo il loro utilizzo: sono curve di andamento, che danno una indicazione sui momenti in cui è consigliabile entrare oppure uscire dal mercato di riferimento.

Cosa sono le bande di Bollinger

L’inventore di questo strumento è John Bollinger, classe 1950, uno dei più celebri analisti finanziari del mondo, ancora in attività. Ha formulato questa teoria negli anni ’80 e nel 2002 ne ha fatto un libro tradotto in undici lingue.
Dal punto di vista matematico e statisitico, le bande di Bollinger sono un indicatore costituito da tre curve di valore:

  • una centrale, calcolata come una media mobile a 20 periodi. Da questa curva centrale se ne ottengono altre due
  • la banda superiore e la banda inferiore, rispettivamente aggiungendo e sottraendo dalla curva centrale la deviazione standard, moltiplicata per un fattore F che normalmente si pone a 2

Inserendo in un grafico questi tre valori, si ottiene un’area che rappresenta una indicazione del prezzo massimo e minimo di uno stock, con le sue oscillazioni.
L’aspetto interessante delle Bande di Bollinger è che, grazie alla combinazione di media mobile e deviazione standard (o scarto quadratico medio), ci permettono di avere anche a colpo d’occhio l’idea di quanto volatile sia un mercato: se le bande si allargano, il mercato sta diventando più volatile, viceversa se si restringono si avvia verso una maggiore stabilità.

Origini delle bande

John Bollinger ha elaborato e messo in pratica la sua teoria negli anni ’80, basandosi sul precedente lavoro di un altro analista, John Hurst, la cui teoria prevedeva una serie di “buste di negoziazione” con un valore dal 3-4% intorno al prezzo di una curva finanziaria. Bollinger ha affinato questa teoria utilizzando strumenti matematici analitici più raffinati. Il lavoro sulle bande ha fruttato al suo autore due importanti riconoscimenti: nel 2005 l’Annual Award for Outstanding Contribution to the Field of Technical Analysis della Market Technicians Association e nel 2015 l’ IFTA Lifetime Achievement Award dell’International Federation of Technical Analysts.

Bande di Bollinger: come si usano?

Le Bande di Bollinger servono, come abbiamo visto, per avere un range entro il quale è ragionevole pensare che un prezzo si possa muovere nel tempo. In altre parole, pur non potendo prevedere il comportamento di un mercato o di un titolo (nessuno strumento è in grado di farlo), esse ci indicano quali sono i margini di fluttuazione che possiamo considerare standard per quel mercato, in funzione del suo comportamento precedente (ecco a cosa serve il numero di periodi).
L’uso più immediato delle bande di Bollinger è quello di capire se un mercato è in trend rialzista o ribassista: se il mercato è in fase rialzista, il prezzo tenderà a schiacciarsi verso la banda superiore, viceversa durante una fase ribassista il prezzo si avvicinerà a quella inferiore.
Se il prezzo esce da una delle due bande per poi rientrarci, si considera questo segnale come una inversione di trend.

Bande di Bollinger e analisi tecnica: una freccia al nostro arco

Proprio per la loro caratteristica di essere intuitive ed efficaci, le bande di Bollinger sono uno degli strumenti di analisi più utilizzati, tuttavia lo stesso inventore consiglia di utilizzarle insieme ad altri indicatori. Un solo set di dati, infatti non è mai sufficiente per una analisi puntuale. Molti ultimamente utilizzano le bande di Bollinger insieme a un indicatore di volume, per esempio l’oscillatore RSI. Questa tecnica è particolarmente usata da chi fa trading online usando le opzioni binarie, in particolare nel trading intraday.
Al di là di questi utilizzi più diffusi e “famosi” le bande di Bollinger sono un indicatore decisamente versatile, in particolare una volta che si comprendono i meccanismi che lo governano.

Consigli e trucchi

Abbiamo già visto come le bande di Bollinger, per quanto siano uno strumento potente e noto fra gli analisti, indichino uno dei parametri che dobbiamo considerare: pertanto vanno sempre utilizzate con altri indicatori che non appartengano alla stessa famiglia. Utilizzarle per esempio con ATR o con il Canale di Kelter non aggiunge sufficienti dati alla nostra analisi.
Un altro aspetto importante riguarda i parametri utilizzati. Utilizzare 20 periodi e un fattore di moltiplicazione di 2 per determinare l’ampiezza delle bande è una soluzione vanilla in genere valida. I valori si possono variare per ottenere medie più corte o più lunghe, per esempio utilizzando 10 periodi e un fattore di moltiplicazione da 1,5 a 1,9, oppure usando 50 periodi con un fattore fra 2,1 e 2,5. Bisogna però dire che l’uso di queste variazioni richiede una grande familiarità con lo strumento.
Se serve uno strumento di analisi per periodi molto brevi, John Bollinger consiglia di non variare il rapporto “20, 2” che lui ritiene ottimale, ma di passare a scale diverse: da quelle mensili per il trading sul lungo periodo, a quelle orarie o sui 5 minuti per il trading online intraday.


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