Donald Trump e lo Stock Market Rally: il Dow Jones è cresciuto del 25%



MONDO TRADING

Il Presidente americano Donald Trump annuncia abitualmente i record del mercato azionario attraverso il suo account Twitter. Ecco cosa è successo in un anno di governo al mercato

Borsa di New York

Il 16 ottobre 2017, Donald Trump ha annunciato con un tweet che il mercato azionario americano è cresciuto di più del 25% dall’8 novembre 2016, giorno delle sue elezioni. Gli analisti di borsa e gli esperti del settore hanno subito ripreso la notizia, che da diversi giorni accende il dibattito. Prima di tutto, una doverosa precisazione: il messaggio inviato dal presidente degli Stati Uniti è generico, ma nasconde comunque una realtà: quando è stato scritto, l’indice Dow Jones Industrial Average era in effetti cresciuto del 25%, con i dividenti reinvestiti, tenendo in considerazione il periodo che andava dalla chiusura dell’8 novembre 2016 alla chiusura del 13 ottobre 2017.

Financial Analytics

Le ragioni della crescita del Dow Jones

Secondo il celebre sito di analisi finanziaria Factset il merito è stato anche dell’indice S&P 500, che nello stesso periodo ha avuto un rendimento del 22%, con un evidente effetto traino anche sul Dow Jones. Nel dettaglio, ecco un estratto delle azioni appartenenti al Dow che nel periodo di riferimento hanno avuto un incremento maggiore:

Per quanto riguarda l’indice S&P 500, troviamo ben 12 compagnie che, nel periodo di riferimento, hanno visto incrementare il loro rendimento totale di più del 75%:

Compagnia Rendimento totale 8 novembre 2016 / 13 ottobre 2017
Boeing Co. (BA) 88%
Caterpillar Inc. (CAT) 58%
McDonald’s Corp. (MCD) 49%
Apple Inc. (AAPL) 43%
American Express Co. (AXP) 41%

Fonte dati marketwatch.com

Naturalmente, al di là dei proclami di Donald Trump sarebbe un errore attribuire esclusivamente alle azioni del presidente un risultato così eclatante. Per estensione, sarebbe superficiale attribuirlo anche al solo mercato degli Stati Uniti: Elettronica e semiconduttori, che hanno avuto gli incrementi più interessanti, sono trainati da un trend globale che vede al centro settori come intelligenza artificiale, machine learning, big data e Internet of Things, ma anche settori più “popolari” come il gaming e le criptovalute.

Compagnia Settore Rendimento totale 8 novembre 2016 / 13 ottobre 2017
Nvidia Corp. (NVDA) Semiconduttori 175%
Micron Technology Inc (MU) Semiconduttori

 

132%

 

NRG Energy Inc.(NRG) Forniture elettriche 128%
Align Technology Inc. (ALGN) Medicale 117%
Advanced Micro Devices Inc.(AMD) Semiconduttori 103%
Lam Research Corp. (LRCX) Apparecchiature elettroniche 94%
United Rentals Inc. (URI) Finanza / Leasing 90%
Boeing. Co. (BA) Aerospaziale e difesa 88%
Applied Materials Inc (AMAT) Apparecchiature elettroniche 85%
Vertex Pharmaceuticals Inc. (VTRX) Biotecnologie 84%
FMC Corp. (FMC) Prodotti chimici per agricoltura 77%
CBOE Holdings Inc. Banche d’investimento / broker 76%

Fonte dati marketwatch.com

Ethereum Market

Il ruolo della Federal Reserve e delle altre banche

Negli ultimi anni la Federal Reserve e le altre banche mondiali hanno mantenuto elevato il flusso di denaro sui mercati, e i tassi di interesse sono ai minimi storici praticamente su tutto il pianeta. Questo ha condotto gli investitori maggiormente interessati al profitto a muoversi sul mercato azionario, con una conseguente spinta degli indici di riferimento. Una situazione che, secondo diversi segnali, è destinata a durare ancora: il 26 ottobre 2017, per esempio, la BCE ha annunciato che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sui rifinanziamenti marginali e sui depositi non cambieranno, rimanendo rispettivamente allo 0.00%, allo 0.25% e al -0.40%.

Le performance degli indici americani secondo gli esperti

L’incremento dei tassi è quasi quotidianamente al centro dei messaggi del Presidente americano (ne ha inviato un altro, sempre tramite Twitter, il 24 ottobre). Un atteggiamento che muove senza dubbio l’interesse dei mercati e degli investitori. Business Insider, per esempio, ha interpellato tre esperti che hanno dato la loro lettura.
Kevin Caron, che contribuisce alla gestione di un portafoglio di 180 milioni di dollari presso Stifel Nicolaus, pensa che la ragione di questi record nel mercato sia da cercare nei profitti. Sempre secondo lui, storicamente sono sempre stati l’elemento trainante dell’andamento dei mercati, più dei tassi di interesse o di qualsiasi altra cosa. Il tasso di crescita atteso è aumentato di molto, e questo ha spinto il mercato. Caron pensa tuttavia che le voci di mercato (la market narrative), hanno bisogno di qualcosa di più interessante da raccontare, ma la ragione è semplice: il mercato azionario è cresciuto perché i profitti sono migliorati.
Bill Shulz, chief investment officer di McQueen, Ball & Associates, sostiene che la crescita Americana vada letta in contesto globale: le economie mondiali performano meglio delle aspettative, gli investitori sono più fiduciosi e vengono immessi più capitali sul mercato. Inoltre, sempre secondo Shulz, non ci sarebbero molte ragioni per vendere, dal momento che i tassi sono sotto controllo e il mercato non offre molte alternative di investimento.
Infine, Walter Hellwig, vice presidente senior di BB&T Wealth Management invita gli investitori a tenere conto anche della stagionalità: la fine dell’anno è il momento in cui i titoli performano meglio, e questa convinzione favorisce l’ingresso di qualche ulteriore capitale. Inoltre il mercato stava attendendo una correzione che non c’è stata, e che apparentemente, se arriverà, avrà meno impatto delle aspettative.

Passate performance non garantiscono future performance similare.


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